A Sennori una super ospitalità, le parole del gm Andrea Annese

Oleggio Magic Basket, Andrea Annese dopo Sennori: “Abbiamo vinto in campo, ma è stata la Sardegna a conquistare noi”
Netta affermazione dell’Oleggio Magic Basket nella trasferta sarda contro Sennori, valida per il campionato FIP di Serie B Interregionale: 105-63 il finale. Al rientro abbiamo raccolto le impressioni del nostro Direttore Generale Andrea Annese, che, ovviamente al seguito della squadra, oltre alla prestazione ha voluto raccontare un’accoglienza fuori dal comune.

Partiamo dal campo: un 105-63 che non ammette discussioni.
Prima di tutto voglio fare i complimenti ai ragazzi, ai coach e a tutto lo staff per una prova davvero ottima. L’inizio non è stato semplice: Sennori è partita forte e ci ha messo in difficoltà con diverse bombe, mantenendo alta la percentuale da tre del primo quarto. I ragazzi però non si sono scomposti, hanno recuperato e chiuso il primo quarto in parità. Da lì abbiamo iniziato a costruire noi il break decisivo, possesso dopo possesso, e siamo riusciti a prendere il largo.

Cosa ti ha colpito di più della prestazione?
L’atteggiamento. Memori delle due partite precedenti, i ragazzi sono rimasti concentrati, uniti e determinati per tutti e tre i quarti successivi, con la voglia di incrementare il vantaggio senza mai rilassarsi. È stata una delle più belle partite di squadra che abbiamo giocato finora.

Però so che c’è qualcosa che ti preme sottolineare ancora di più del risultato.
Sì, e lo dico con sincerità: questa trasferta mi resterà dentro per qualcosa che va ben oltre il punteggio. Abbiamo ricevuto un’accoglienza spettacolare, e soprattutto inusuale, da parte della società di Sennori. Siamo abituati a trasferte corrette, ovviamente, ma qui è stato diverso: ci siamo sentiti ospiti, non avversari. E poi c’era il pubblico. Meraviglioso. Gli spalti erano gremiti, non c’era un posto libero e c’era gente anche in piedi. La tifoseria organizzata ha sostenuto la squadra con cori, tamburi e canzoni ininterrottamente per quaranta minuti, con un calore palpabile e, in certi momenti, da pelle d’oca. Sembrava di essere in mezzo a una grande famiglia venuta lì per stare vicina ai propri ragazzi. Si sentiva l’attaccamento alla squadra, alla maglia, e ancora prima alla loro città.

Anche quando il punteggio non sorrideva ai padroni di casa?
È proprio questo il bello. Non hanno mai smesso, nemmeno nei momenti più difficili, nemmeno quando la partita, in termini di punteggio, era ormai chiusa. Sempre lì a spingere la squadra, e mai una parola offensiva nei nostri confronti. Anzi, il loro calore ha accarezzato anche noi: a fine gara sono arrivati applausi anche per i nostri ragazzi, un gesto che abbiamo apprezzato tantissimo. Non è una cosa scontata.

E la serata non è finita lì, giusto?
No, ed è stata la sorpresa più bella. Il tempo di fare la doccia e in campo era già stato allestito un banchetto, quello che chiamerei un vero “quinto tempo”, inaspettato e coinvolgente. Lì ci siamo sentiti accolti in famiglia. Ho avuto modo di conoscere meglio la dirigenza e alcuni dei loro tifosi, abbiamo parlato della loro terra, di quanto sia bella ed unica la Sardegna, dei loro prodotti, e ho assaggiato il loro moscato passito. Me l’hanno presentato con orgoglio come “quello della nostra terra, quello vero!”, e devo ammettere che avevano ragione: è davvero speciale, proprio come dicono.

Che ricordo ti porti a casa da Sennori?
Un ricordo bellissimo. Non solo per la partita, che è stata tra le nostre migliori, ma soprattutto per le persone che abbiamo conosciuto, per un pubblico così organizzato e allo stesso tempo così genuino, casereccio nel senso più bello del termine, e per un attaccamento alla maglia e alla propria città che, onestamente, ci ha lasciati stupiti. A Sennori, alla sua società e alla sua gente posso dire solo una cosa: grazie da parte mia, della squadra, della nostra società e presidente mauro Giani, ma soprattutto chapeau.