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LA NOSTRA STORIA

…e sì, una meravigliosa storia l’abbiamo scritta!

Il 2016/2017 si apre con un roster del tutto rinnovato con 11 giocatori nuovi su 12. L’unico rimasto, da cui si riparte, è il play Andrea Resca, in biancorosso da un anno. Novità anche nello staff tecnico con l’arrivo di coach Franco Passera a sostituire Ecco Vescovi e come vice Paolo Remonti. Obiettivo: salvezza. La prima vittoria arriva alla quinta giornata contro Varese: non è un avvio di stagione dei migliori proprio con Resca fermo ai box per un problema alla spalla. La formazione di coach Passera collezione qualche punto, a metà stagione è nella metà bassa della classifica. Sempre nello stesso momento la squadra deve fare i conti con una novità: Filiberto Dri, ultimo tassello annunciato, tra gli uomini di esperienza e anche importante terminale offensivo, lascia la squadra per accasarsi in A2. Proprio nel momento in cui le “voci” danno la squadra per spacciata, emerge lo spirito di squadra e la voglia di lottare sempre fino alla fine e, con l’arrivo del pivot Alessandro Spatti, la qualità cresce. I punti arrivano, anche contro formazioni sulla carta più forti, come Piombino, Montecatini, Empoli (tutte battute in casa, il referto rosa in trasferta è quasi un miraggio). La parità di punti e la differenza canestri condannano però gli Squali che alla penultima giornata sanno già di doversi giocare i playout e scoprono all’ultima l’avversaria: Siena. Serie al meglio delle tre, la prima è una vittoria schiacciante, in trasferta: 65-42. Gara due inizia nel migliore dei modi con un divario subito ben fatto che però viene poco per volta distrutto e si arriva al punto a punto e ai classici episodi finali. Finisce 64-62, un solo significato: ancora serie B.

Era l’inizio degli anni settanta, quando i tabelloni erano in legno e il parquet era ‘roba’ per pochi. Era l’epoca in cui la “Pallacanestro” superava la “Palla-al-cesto”: il Basket sarebbe arrivato qualche anno più tardi.

Fu proprio in quegli anni che Luciano Giani ebbe l’idea di riunire il primo gruppo di ragazzotti volenterosi e, con loro, dare vita alle prime partite.

Nel 1973 viene perfezionata l’affiliazione alla Federazione Italiana Pallacanestro e nasce ufficialmente l’A.S. Oleggio Basket.
Il tam tam in città fa la sua parte e, ben presto, fiorisce il settore giovanile: le prime annate di minibasket sono quelle del 1962/63 e, fin dall’inizio, maturano le vittorie e le soddisfazioni.
Non passa molto tempo e arriva il primo titolo senior: la stagione sportiva 1978/79 vede l’Oleggio Basket Prandi conquistare l’accesso alla serie D dopo un trionfale torneo di Promozione (una sola sconfitta!). Foresti, Rossetti, Stefi, Perego, Cressati, i cugini Miranda, Colombaro, Mazzeri sono i nomi che affiorano dal passato.
Trascorrono una decina d’anni di alterne fortune, si torna in Promozione, ma si prepara la rinascita. Luciano Giani lascia la presidenza prima a Carlino Miranda e, successivamente, a Riccardo Oiraw. Con il nuovo marchio Valentini sulle maglie e Franco Ravinetto in panchina si torna in D e, anche stavolta, perdendo una sola partita: Brustia, Guarnieri, Baccalaro, Cressati, Petti, Giordano, Massara P., i protagonisti di quell’anno.

Il primo anno di D è molto positivo: Milvio Cara mantiene il suo manipolo nei quartieri alti del campionato e le soddisfazioni non mancano: Bonissoni, Vai, Bracaloni e Perego sono gli innesti che determinano il salto di qualità della squadra.

L’anno successivo, dopo un’annata sfortunata, si torna in Promozione, ma il Purgatorio non dura molto. Nella stagione 94/95, con Franco Garegnani alla guida della società, Massimo Marcassa in panchina e il marchio Icorip sulle maglie, si ottiene il doppio salto: infatti, la riforma dei campionati crea la nuova serie C2 e Oleggio non si fa trovare impreparata. Dopo un play off estenuante i fratelli Erbetta e Campari, Viviani, Avantaggiato, Pinesi e compagni, riescono nell’impresa e regalano a Oleggio la terza promozione.

Dopo qualche anno di C2 trascorso un po’ in affanno, il nuovo compagno di viaggio Tecnova ispira la grande scalata del 2000: torna Marcassa sulla panchina oleggese e con l’innesto di nuovi talenti la conquista storica della C1 è cosa fatta. Lucarelli C., Parola, Remonti, Valsesia, Airaghi e Viviani guidano la truppa nella categoria nazionale.

L’anno successivo vede la fortunata partecipazione alla serie C1 che termina con l’onorevole accesso ai play off: Annoni, Remonti, Fontanel, Valsesia, Zucca e Viviani fanno la loro parte e portano in alto il nome di Oleggio.
La cessazione del rapporto con il marchio Tecnova e l’incertezza economica del futuro, consiglia la dirigenza oleggese di chiudere l’avventura di C1 e ripartire dalla serie D, ricominciando da una dimensione più consona alle possibilità della città e del movimento oleggese.
Nasce allora una nuova società, chiamata Oleggio MAGIC Basket, considerato il fatto che la F.I.P. non accetta più di restituire il glorioso nome alla nuova dirigenza. Il nuovo Presidente Alberto Grassi e i suoi collaboratori, danno nuovi stimoli, ingaggiando i ragazzi cresciuti nel vivaio della società bianco-rossa, ed in un solo anno l’Oleggio torna in serie C2.

La stagione 2005/2006 segna il nuovo corso sotto la presidenza di Mauro Giani e soprattutto lo storico ritorno nelle serie nazionali dopo 5 stagioni di attesa. Un’annata vissuta tra mille difficoltà ed infortuni, con una classifica mai all’altezza di squadra ed ambizioni societarie, ma che nei playoff si trasforma in una macchina da guerra e che, dopo aver strapazzato la testa di serie Crocetta al primo turno, terminerà a Novara i suoi playoff storici senza contare nemmeno una sconfitta, trascinando Oleggio nuovamente nel basket “che conta”.

L’annata nelle serie nazionali è invece da dimenticare in fretta. Tra cambi in panchina e nel roster, la stagione oleggese si snoda tra pochi alti e molti bassi. Quando il DS Marcassa subentra alla guida della squadra al posto di Magenga, i segni di vitalità si fanno sentire, ma un’epica battaglia tra neopromosse al PalaMiozzi di Aosta si trasforma in una sconfitta sul filo di lana ai supplementari, che toglie di fatto le residue speranze di salvezza ai biancorossi, decretandone il ritorno nei campionati regionali.

La stagione successiva 2007/2008, vede invece la Mamy bussare di nuovo alla categoria ora denominata C Dilettantistica. Oleggio disputa un campionato sempre al vertice della classifica. I playoff sono una strada lastricata di ostacoli: prima Venaria, poi un’ostica Alba ed infine San Mauro. La finale con i torinesi appare subito in salita: dopo due durissime battaglie che vedono la Mamy soccombere e finire in un baratro agli occhi di molti insormontabile, Oleggio riesce a ribaltare il pronostico tra le mura amiche, andando a vincere gara 5 fuori casa, tornando di fatto in serie C Nazionale.

L’annata sportiva 2008/2009 in Serie C Nazionale risulta travagliata in primis per la questione relativa al campo di gioco: il regolamento Nazionale impedisce ai biancorossi di poter disputare le partite casalinghe tra le mura amiche di Oleggio; inizia così un pellegrinaggio prima a Ghemme poi nel finale a Borgomanero e Castelletto Ticino. Alle vicissitudini di campo si aggiunge una stagione sportiva abbastanza interlocutoria. Tanti alti e bassi che costringono gli Squali ai play out con Sestri Levante: dopo successo in gara1 a Sestri, i biancorossi si fanno superare in gara 2 e gara 3, tornando di fatto in serie C Regionale.

L’anno 2009/2010 verrà ricordato come l’anno della svolta: si riparte ristrutturando la società e anche tutto il settore giovanile a seguito della doppia retrocessione: a quella maturata sul campo contro Sestri, si aggiunge un pasticcio burocratico, che obbliga i biancorossi a ripartire dalla serie D. Il sodalizio del Presidente Giani non si scompone e programma la scalata: in panchina arriva Coach Stefano Boselli, in campo Biganzoli e capitan Grossini trascinano Oleggio alla pronta promozione in C2: ai play off in finale contro Galliate gli Squali perdono gara 1, ma ribaltano la contesa vincendo le successive due partite.

La stagione 2010/2011 vede Oleggio disputare una stagione di alto livello: durante il mercato estivo torna Paolo Remonti a rinforzare il reparto esterni e sotto le plance viene firmato Daniele Loro. La stagione dei biancorossi è autorevole: la regular season viene vinta con 6 punti di lunghezza sulle inseguitrici. Ai play off la cavalcata degli Squali si infrange contro il muro di Biella guidata da Federico Danna. I giovani talenti Biellesi ribaltano inizialmente il fattore campo ad Oleggio, e a Biella conquistano la promozione in serie C nazionale.

L’annata successiva Oleggio ci riprova: per centrare l’obiettivo promozione durante il mercato estivo arrivano Kapedani e Trentani. Il campionato è un lungo testa a testa con Borgosesia che si risolverà solo nell’attesissima finale, segnata dal grande equilibrio. Arrivati a gara 5, Oleggio fa valere il fattore campo, gremito sugli spalti come non mai, per fare finalmente ritorno in serie C Nazionale.

Nella stagione 2012/2013 in DNC Oleggio si presenta ai nastri di partenza della DNC confermando in blocco il gruppo promozione, puntellandolo con l’approdo in biancorosso di Federico “Mine” Ferrari e individuando in Castelletto Ticino la propria casa per le partite casalinghe. La truppa guidata da coach Boselli disputa un campionato senza dubbio positivo, centrando i play off e venendo eliminata al primo turno dalla favorita Pavia a gara 3.
L’annata 2013/2014 resterà per sempre negli annali del sodalizio biancorosso: dopo una lunga ed inarrestabile cavalcata, Oleggio approda in Serie B Nazionale.

La stagione successiva 2007/2008, vede invece la Mamy bussare di nuovo alla categoria ora denominata C Dilettantistica. Oleggio disputa un campionato sempre al vertice della classifica. I playoff sono una strada lastricata di ostacoli: prima Venaria, poi un’ostica Alba ed infine San Mauro. La finale con i torinesi appare subito in salita: dopo due durissime battaglie che vedono la Mamy soccombere e finire in un baratro agli occhi di molti insormontabile, Oleggio riesce a ribaltare il pronostico tra le mura amiche, andando a vincere gara 5 fuori casa, tornando di fatto in serie C Nazionale.

L’annata sportiva 2008/2009 in Serie C Nazionale risulta travagliata in primis per la questione relativa al campo di gioco: il regolamento Nazionale impedisce ai biancorossi di poter disputare le partite casalinghe tra le mura amiche di Oleggio; inizia così un pellegrinaggio prima a Ghemme poi nel finale a Borgomanero e Castelletto Ticino. Alle vicissitudini di campo si aggiunge una stagione sportiva abbastanza interlocutoria. Tanti alti e bassi che costringono gli Squali ai play out con Sestri Levante: dopo successo in gara1 a Sestri, i biancorossi si fanno superare in gara 2 e gara 3, tornando di fatto in serie C Regionale.

Ma andiamo con ordine. Nel corso dell’estate tante sono le novità in casa Squali: in primis il campo di gioco, che vede Oleggio approdare sotto la Cupola per disputare tutte le partite casalinghe allo Sporting Palace di Novara.
In secondo luogo, novità anche nello staff tecnico e nel roster: la conduzione tecnica della squadra viene affidata a coach Pier Francesco Zanotti, già responsabile del settore giovanile, dopo l’ottimo lavoro svolto nel corso degli ultimi quattro anni. Altro addio illustre è quello del capitano Patrick Grossini, mentre vengono confermati Biganzoli, Marco e Paolo Remonti, Kapedani e Ferrari. In entrata, da segnalare oltre ai due under Mecca e Ragazzini, gli approdi di spessore di Claudio Sacco e Claudio Negri che avranno un impatto decisivo sugli equilibri di squadra. La stagione è all’insegna della continuità, di gioco e risultati, che fanno sì di centrare 4 vittorie consecutive nelle prime 4 giornate, segnando da subito un testa a testa con Borgosesia, già rivale promozione solamente due anni prima. Dopo un girone d’andata da sole due sconfitte (contro la rivale Borgosesia e contro Savigliano), è nel girone di ritorno che la truppa di coach Zanotti mette la freccia: 9 vittorie consecutive segnano un solco con le inseguitrici che catapultano Oleggio nella storica, e tanto sognata, serie B Nazionale.

Per la stagione 2014/2015 a rafforzare la squadra (confermati Sacco, Negri, Ferrari, Remonti Marco; Paolo ‘appende’ le scarpette da giocatore, ma assolutamente non quelle di guida nel settore mini e giovanile) per l’annata nella categoria nazionale, arrivano Prato, Crespi, Cavallaro (purtroppo si infortuna in un’amichevole e di fatto mette i piedi in campo solo una manciata di secondi all’ultima giornata) e Medizza; in corsa arrivano Bernardi, Battistini e Cattaneo. La guida è ancora di coach Pier Francesco Zanotti, ma l’avvio non è dei migliori: la prima vittoria arriva alla terza giornata contro Monsummano, in trasferta, supplementare e tiro decisivo di Sacco. La Mamy incappa poi in cinque sconfitte consecutive e ritrova il sorriso ancora in trasferta, contro Torino. Il Pala Terdoppio viene espugnato finalmente alla 12^ giornata di campionato contro Piombino! L’andata si chiude per gli Squali a 8 punti e altri 4 ne arrivano subito nelle prime due sfide di ritorno contro; la situazione però non è delle migliori e solo la sfida contro Torino potrà decretare l’archiviazione del caso salvezza. Nel copione purtroppo qualcosa va storto, fra le mura di casa i Biancorossi si arrendono ai torinesi al supplementare, è la 23^ giornata, ne mancano solo cinque e la situazione è precaria. Ma è proprio qui che la squadra mette in campo il suo valore e reagisce: la salvezza assicurata giunge alla penultima giornata di ritorno contro Empoli, giocata eccezionalmente al PalaVerdi: gli spalti sono colmi, i tifosi incoraggiano al punto giusto gli Squali che fanno del loro meglio e non solo, nell’ultima giornata, a Pistoia, regalano anche l’ultima vittoria. La stagione si chiude quindi per la squadra del patron Giani in 10^ posizione a 20 punti, solo 4 lunghezze dal treno playoff…. Un’annata non facile, ma sicuramente come tutte le altre magica!

E la stagione 2015/2016….la storia abbiamo appena iniziato a scriverla.

Interviste

Paolo Remonti

È una squadra che deve sempre avere in testa 3 parole Umiltà Determinazione Sinergia

Mauro Giani

Orgoglioso della squadra, il giusto mix tra elementi di grande esperienza e giovani grintosi e determinati.